venerdì 24 aprile 2026

Da Mosca ultimo avvertimento alla Germania.

 Mentre quasi tutti i bollettini dell’oligarchia europea, chiamati impropriamente giornali, si dedicano alla demonizzazione delle parole del giornalista e conduttore russo Vladimir Solov’ëv, quello che dopo la Meloni se l’è presa anche con Calenda che è come sparare sulla Croce rossa, ci sono ben altre notizie che arrivano e che testimoniano di come l’evoluzione delle cose stia mettendo all’angolo la Germania bellicista che di fatto governa l’Europa continentale.

Proprio ieri è arrivata la notizia che il petrolio del Kazakistan non arriverà più in Germania a partire al primo maggio: l’oleodotto Druzhba che trasporta l’oro nero dal cuore dell’Asia fino in Europa, in Ungheria, Slovacchia e che rifornisce la stessa Ucraina e arriva anche alla raffineria di Schwedt a 90 chilometri da Berlino, passando ovviamente per il territorio russo.
Ed evidentemente Mosca non ha più intenzione di permettere il rifornimento di fabbriche che poi lavorano per l’Ucraina. L’antifona è talmente chiara che Euronews, il megafono che strilla gli ordini del giorno per l’informazione, tenta pietosamente di ciurlare nel manico ipotizzando che l’oleodotto sia stato colpito da qualche drone ucraino che avrebbe danneggiato gli impianti di pompaggio.
Questo evento, benché molto spiacevole per il più ottuso alleato del regime neonazista di Kiev, nasconde in qualche modo le conseguenze dell’assurdo bellicismo di Berlino e di Bruxelles che peraltro viene ricattata anche da Kiev: a gennaio aveva chiuso il ramo dell’oleodotto che passa sul suo territorio,
con la solita balla dell’attacco russo, mentre in realtà vuole soltanto soldi, sempre più soldi per le sue oligarchie nazi – sioniste.
Dunque proprio mentre infuria la crisi petrolifera scatenata dall’aggressione all’Iran, la Germania vede disseccarsi quel rivolo di energia diventata preziosa: infatti le importazioni erano molto aumentate nel primo trimestre del 2026: 730 mila tonnellate, contro i due milioni di tonnellate totali del 2025. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
E in questo caso il male riguarda la stessa raffineria di Schwedt che è di proprietà della russa Rosneft, ma che era stata stata posta sotto l’amministrazione fiduciaria del governo tedesco a seguito della guerra in Ucraina e dell’interruzione dei legami energetici con Mosca.
Un’azione di pura rapina
che adesso rimane a secco.
Qui viene a proposito la dichiarazione fatta da Putin nel dicembre dello scorso anno:
“Non abbiamo intenzione di entrare in conflitto con l’Europa, l’ho già detto cento volte. Ma se l’Europa improvvisamente volesse combattere e iniziasse, noi saremmo pronti fin da subito.
Con l’Ucraina stiamo agendo con cautela e precisione, in modo che… beh, capite, no?
Non si tratta di una guerra nel senso moderno e diretto del termine. Se l’Europa improvvisamente volesse iniziare una guerra e la cominciasse, allora potrebbe verificarsi molto rapidamente una situazione in cui non avremmo nessuno con cui negoziare.”
Insomma il gioco di fare la guerra senza impegnarsi direttamente sta ormai mostrando la corda e Mosca sta perdendo la pazienza: se la Germania e l’Europa vogliono diventare nemici esistenziali della Russia, allora ne pagheranno tutte le conseguenze.
Anzi noi pagheremo le conseguenze degli atti compiuti da questi orribili e stupidi burattini. Per ora il blocco dell’oro nero durerò per tutto il mese di maggio ed è chiaramente un avvertimento che si cerca in qualche modo di non fa arrivare
alle opinioni pubbliche.
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LE RIFORME EPOCALI - Viviana Vivarelli

 

Il Ministro dell'Istruzione Valditara ha deciso che anche gli Istituti tecnici si chiameranno "licei". Cosa molto giusta, direi, visto che i diplomati agli ITIS possono entrare nel mondo del lavoro con un'ottima preparazione professionale mentre gli altri spesso hanno solo una preparazione generica, sono 500.000 ogni anno e hanno diritto ad accedere all'Università come i liceali e - posso dirlo? -sgobbano pure il doppio per diplomarsi con orari psantissimi, visto che hanno anche le ore di laboratorio, e lo so perché mia figlia si è diplomata all'Itis in informatica prima di prendersi una laurea sempre in informatica.
Ma la cosa grottesca è che la Moratti, quando fu Ministro dell'Istruzione, voleva abolire gli Istituti Tecnici, così come voleva fare altre cose amene come chiudere gli asili pubblici, vietare l'evoluzionismo di Darwin e introdurre a scuola il biblismo, cioè lo studio della Genesi biblica al posto delle scienza, cosa a cui non sono arrivati nemmeno i telepredicatori evangelisti americani (ma la continuano a sentire, questa qui??).
La scuola va avanti così, tra sistematici tagli ai fondi, classi pollaio, tetti pericolanti o conditi all'amianto, e Ministri inconsci che reintroducono il grembiulino o il voto in condotta, riducono i presidi, stroncano le scuole primarie, non sanno una cippa di pedagogia e fanno regali a go go alle scuole private.
Ma sì, prendiamo questa decisione di Valditara come una riforma epocale!
Intanto, però, nelle mani di questi incompetenti fancazzisti, pagati a sbafo dallo Stato e capaci di niente, le condizioni della scuola italiana peggiorano implacabilmente e ad ogni finanziaria i fondi per la scuola si riducono e la situazione peggiora.
Secondo Fsi-Usae, l'Italia investe in istruzione solo il 4,1% del PIL contro il 7,3 dei Paesi migliori, siamo al 23° posto su 27 in UE. E solo il 6% degli studenti universitari lavora, contro una media europea del 25,4%. Continuiamo anche ad avere lo sfruttamento barbaro dei laureati con stage di centinaia di ore di lavoro senza compenso, mentre ovunque gli stagisti sono pagati. E continuiamo ad avere la piaga dell'assenza di studentati per chi studia lontano da casa e deve piegarsi ad affitti da strozzini.
Intanto anche l'offerta di asili nido posiziona l'Italia tra i fanalini di coda e le famiglie che lavorano devono sobbarcarsi rette influenti per non lasciare i bambini in mezzo a una strada (tra i 300 e 650 euro al mese). Mancano circa 165.000 posti in asili nido su tutto il territorio nazionale e 34.000 maestri, ma la Meloni è arrivata a cancellare 100.000 posti. Nulla si fa per l'educazione sessuale o sociale. E figuriamoci per l'assistenza psicologica!
Le Università vanno a pezzi, i laboratori mancano, i ricercatori sono pagati una miseria e i Ministri neanche capiscono come la ricerca si traduca in brevetti e in guadagni per lo Stato, i soldi pubblici vanno al privato o ad organismi inutili ed elefantiaci come il CNEL in mano a un incompetente come Brunetta che è un vero spreco di danaro pubblico. I ricercatori languono e i cervelli migliori vanno all'estero.
E tutto il sistema universitario è in crisi per vertici clientelistici, concorsi truccati e la carenza di investimenti strutturali. Non ultime per importanza le tagliole dei test all'ingresso e il numero chiuso per troppe facoltà, incompatibile con uno Stato che la cultura dei suoi cittadini dovrebbe aumentarla, non restringerla.
Tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 eravamo la settima potenza industriale del mondo e la nosra scuola era una delle migliori in Europa. Poi è andato tutto in discesa. Oggi, dopo 4 anni di Governo Meloni, siamo scesi all'ultimo posto in Europa per ripresa economica, rischiamo una procedura d'infrazione per deficit eccessivo oltre il 3% del PIL, che ci costerà miliardi, abbiamo le tasse più alte d'Europa, al 45%, le bollette più care, la benzina più costosa, la meloni ha sperperato 209 Miliardi di PNRR e ha aumentato il debito pubblico di 134 miliardi di euro mentre tutti i settori vanno a rotoli, sanaità e scuola di più, e i nostri insegnanti sono i peggio pagati in Europa.
Ma forse è solo mantenendo bassa la cultura e l'informazione e usando l'ignoranza come sistema di Governo che si riesce a far votare questi incapaci che ci comandano.

LA MODICA QUANTITÀ MARCO TRAVAGLIO - Vendersi un po’ - IFQ- 24 APRILE 2026

 

Si temeva che il Nordio, stordito dalla botta referendaria a cui aveva contribuito da par suo, non si riavesse più. Invece è tornato a sparare scempiaggini più belle e superbe che pria. È ripartito da un suo vecchio cavallo di battaglia, spernacchiato dai migliori giuristi e dunque trasformato in legge dall’Ulivo e da B. negli anni d’oro dell’inciucio: la modica quantità di reato per colletti bianchi. L’Ulivo la applicò a evasori e frodatori e B. ai falsificatori di bilanci, cioè a se stessi, con indecenti “soglie di non punibilità”. Pm come Tinti, Greco e Davigo ironizzarono paragonandole alla modica quantità di droga consentita per uso personale. Ma mai fare una battuta: c’è sempre chi la prende sul serio. Infatti Carletto Mezzolitro riesce a dire, restando serio: “Se c’è la tenuità o la modesta quantità persino della droga, non è una bestemmia parlare di modestia anche di cosiddette ‘mazzette’”. Il paragone ovviamente non ha alcun senso. La legge sulla droga fissa la modica quantità in limiti tabellari di principio attivo per distinguere ciò che non è reato (il possesso per consumo personale) da ciò che lo è (il possesso per spaccio e traffico). La corruzione invece è sempre reato: il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio non devono prendere soldi, né pochi né tanti, né per atti dovuti né per atti indebiti. La gravità del reato la valuta poi il giudice con una pena più vicina al minimo o al massimo. Nessuno Stato serio consente a chi lo rappresenta di vendersi soltanto un po’: non ci si vende, punto, a prescindere dal tariffario. Il bene protetto è l’interesse della collettività contro chi lede il principio costituzionale di imparzialità della PA. E poi la corruzione è un reato seriale: chi si vende una volta tendenzialmente lo fa sempre, anche se magari viene scoperto per uno o per pochi episodi.
Però la giustizia italiana è talmente ingolfata, anche grazie a Nordio, che non si vede perché limitare la modica quantità ai colletti bianchi. L’Anonima rapisce un solo bambino per un paio di giorni in cambio di un modesto riscatto? Modica quantità. Un topo di appartamenti ruba i televisori e gli stereo, ma non tocca le casseforti? Modica quantità. Un contabile ruba solo 100 euro al giorno dalla cassa dell’azienda? Modica quantità. Un rapinatore di negozi e banche porta via solo metà dell’incasso? Modica quantità. Uno scippatore di vecchiette si tiene le pensioni, ma restituisce le borsette? Modica quantità. Un molestatore fa la manomorta sugli autobus, ma solo con tre dita? Modica quantità. La grande riforma potrebbe sfoltire anche i processi per stupro, in base a un principio immortalato da Marcel Prévost, ben prima di Nordio, nel romanzo Les demi-vierges: la verginità è questione di centimetri.

giovedì 23 aprile 2026

Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato negato l'accesso ai codici nucleari.

Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato negato l'accesso ai codici nucleari del suo Paese da un alto ufficiale militare statunitense. L'analista in pensione della CIA Larry Johnson ha rivelato - nel popolare programma di YouTube "Judging Freedom" - che, durante una riunione d'emergenza tenutasi sabato 18 aprile, Trump ha tentato di accedere ai codici nucleari.

«Secondo un resoconto emerso da quell'incontro alla Casa Bianca, Trump voleva usare i codici nucleari, e il generale Dan Caine (nella foto insieme a Trump) si è alzato e ha detto "No". Ha invocato il suo privilegio di capo delle forze armate, per così dire. A quanto pare è scoppiata una vera e propria lite. Stanno succedendo cose davvero bizzarre a Washington», scrive il Mirror citando Larry Johnson. Questo avviene in un contesto di crescente preoccupazione per il comportamento imprevedibile del presidente.

Non è ancora chiaro a quale scopo servirebbero tali codici qualora venissero resi pubblici. Tuttavia, ciò fa seguito alle notizie secondo cui Trump sarebbe stato escluso dalla Situation Room dai consiglieri militari durante una cruciale missione di salvataggio in Iran. Il presidente sarebbe stato tenuto fuori dalle discussioni a causa dei timori legati al suo temperamento definitivo «esplosivo». Alti funzionari dell'amministrazione temevano che la sua imprevedibilità potesse compromettere l'operazione. Dopo l'abbattimento di un aereo statunitense da parte delle forze iraniane all'inizio di questo mese, Trump avrebbe trascorso ore a urlare contro il personale dell'Ala Ovest, tormentato dai ricordi della crisi degli ostaggi in Iran del 1979.

#ilmessaggero #trump #nucleare #guerra #iran

mercoledì 22 aprile 2026

IL BOMBAROLO.

 

Pochi se ne sono accorti, perché ormai la sua autorevolezza è una tacca sotto quella del nano Bagonghi del circo Barnum.
Ma Carlo Calenda, radicalizzato nella cellula dormiente ucraina dei Parioli, è passato alla lotta armata, dunque alla clandestinità.
Ne ha dato lui stesso notizia sui social, esaltando il più grave atto terroristico dal 1945 contro un’infrastruttura strategica europea: quello che nel 2022 distrusse i gasdotti russo-europei Nord Stream nel mar Baltico, preannunciato da Biden e messo a segno non da Putin (come sostennero gli Usa, l’Ue e i loro servi furbi), ma da un commando ucraino.
Testuale:
“Ho cercato di distruggere politicamente il raddoppio del NordStream per tutta la mia vita politica. Avrebbe determinato un’indebito (con l’apostrofo, ndr) vantaggio per
le industrie tedesche e aumentato la dipendenza dalla Russia.
Quindi hanno fatto bene”. Sottinteso: a farlo esplodere.
Abbiamo cercato tracce della sua strenua lotta contro la dipendenza dell’Italia dal gas russo, ma invano: da viceministro e ministro dello Sviluppo economico, il partigiano Kalendsky fece balzare gli acquisti di gas russo al 45% del fabbisogno italiano sotto Letta e al 47,8% sotto Renzi e Gentiloni, oltre ad autorizzare la vendita a Mosca di 94 blindati Lince Iveco (poi usati da Putin per invadere l’Ucraina).
Nel 2016-’17, dopo l’annessione russa della Crimea e le sanzioni Ue, andò in pellegrinaggio a San Pietroburgo al Forum economico di Putin per siglare accordi miliardari fra aziende italiane e russe, soprattutto Gazprom, e assicurare eterna amicizia al Cremlino.
“Stiamo recuperando sull’interscambio, ma bisogna fare di più”. “Quello fra Italia e Russia è un rapporto profondo da molti anni, ora dobbiamo migliorarlo”. “Procedere col ‘made with Italy’ attraendo investimenti di società russe”,
“Abbiamo dato piena disponibilità al vicepremier russo a sviluppare nuovi corridoi per il gas”.
“La Russia è un partner insostituibile.
Noi abbiamo questa posizione in Europa e la ribadiamo ai nostri amici russi”.
“La Russia è un partner strategico per l’energia, approfondiamo con le autorità russe i temi delle infrastrutture energetiche e la possibilità di associare imprese
italiane e colossi russi”, tipo l’accordo Gazprom-Edison-Depa (greca) per importare gas russo col Turk Stream-Poseidon “fondamentale per un’energia a prezzi competitivi”.
Nessuno sospettava che, sotto la grisaglia ministeriale, il bombarolo della Ztl calzasse la muta
da uomo-rana e la cintura coi candelotti di tritolo,
pronto a far saltare alla prima occasione i gasdotti appena siglati.
Se qualcuno lo vedesse aggirarsi per i Parioli vestito da palombaro, è pregato di avvertire la neurodeliri più vicina, prima che si faccia del male da solo.

lunedì 20 aprile 2026

Il Giappone realizza una pillola che rigenera totalmente le ossa e sconfigge il decadimento osseo,

I ricercatori in Giappone hanno creato un innovativo farmaco orale capace di stimolare la rigenerazione del tessuto osseo. I test clinici dimostrano che la terapia aumenta la densità e la resistenza scheletrica nei pazienti affetti da osteoporosi severa.

La nuova pillola inverte la perdita ossea e riduce drasticamente il rischio di fratture. Questo trattamento medico non invasivo si propone come un'alternativa definitiva alle iniezioni tradizionali e agli interventi chirurgici per milioni di individui nel mondo.

Il principio attivo funziona attivando direttamente le cellule staminali ossee. Il farmaco supporta la naturale riparazione dei tessuti logorati.

Gli ulteriori studi scientifici confermeranno presto gli effetti a lungo termine. Questa scoperta segna un progresso storico per la medicina rigenerativa.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=122193606800531250&set=a.122150047328531250

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Uno studio, pubblicato su Nature, ha condotto all’individuazione di un microRNA, chiamato miR-34a, capace di rafforzare le ossa deboli e quindi potenzialmente utile nella mitigazione delle metastasi del cancro osseo e dell’osteoporosi, malattia ossea in cui le ossa diventano fragili e suscettibili a frattura.

Dagli esperimenti, effettuati sui topi, è emerso che miR-34a è un importante soppressore dello sviluppo degli osteoclasti. Ciò significa che tale molecola può bloccare le cellule responsabili del riassorbimento delle ossa, implicate nell’osteoporosi e nelle metastasi del cancro alle ossa.

I ricercatori hanno osservato un ridotto riassorbimento osseo e un aumento della massa nei topi con elevati livelli di miR-34a, che è stato individuato come potenziale strategia terapeutica per migliorare la protezione dello scheletro e per bloccare le metastasi del cancro osseo. Poiché è stato osservato che miR-34a nei topi è identico a quello negli uomini, gli studiosi hanno concluso che i risultati potrebbero essere applicati anche agli esseri umani.

Leggi lo studio su Nature

https://www.aifa.gov.it/-/scoperta-molecola-che-potrebbe-bloccare-l-osteoporosi-e-le-metastasi-del-cancro-osseo

le mie bellissime calle.

 








domenica 19 aprile 2026

Una svolta storica nella lotta contro il cancro.

 

In Puglia nasce il primo acceleratore lineare di protoni al mondo: una tecnologia innovativa che promette di rivoluzionare la protonterapia rendendola finalmente più precisa, accessibile ed economica.

💡 Un passo avanti concreto per milioni di pazienti: trattamenti più mirati, meno effetti collaterali e nuove speranze per il futuro della medicina.

L’Italia si conferma protagonista nella ricerca e nell’innovazione sanitaria.

👉 Il futuro della cura del cancro è già iniziato.

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leggi anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Protonterapia

giovedì 16 aprile 2026

A Pavia, al CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica - curano tumori con acceleratore di nanoparticelle a cura del SSN.

 

In Italia esiste un posto che sembra fantascienza, ma è un ospedale. Non un laboratorio segreto.
Non un progetto militare. Un ospedale.

A Pavia, dentro un bunker con 6 metri di cemento armato, c’è un acceleratore di particelle che non studia l’universo.
Lo cura.

Si chiama CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.
E ogni giorno un sincrotrone da 25 metri di diametro spara ioni di carbonio contro tumori che la chirurgia non può toccare e la radioterapia non riesce a scalfire.

Non è chemio.
Non è radioterapia classica.
È adroterapia: la stessa tecnologia dei laboratori del CERN, ma usata per salvare vite.

Gli ioni di carbonio sono pesanti, precisi, devastanti per il tumore. Rilasciano energia solo dove serve, risparmiando i tessuti sani. È come colpire un granello di sabbia in mezzo al mare.E centrarlo.

In Italia, solo il CNAO può farlo.
Nel mondo, i centri così sono sei.

Dal 2011 ha trattato più di 4.000 pazienti che altrove non avevano alternative. Dal 2014 è tutto coperto dal Servizio Sanitario Nazionale.Gratuito.Pubblico.Reale.

Mentre il CERN cercava bosoni, a Pavia si costruiva una macchina per dare una seconda possibilità a chi non ne aveva più.

E allora la domanda resta:
Perché non lo sa nessuno?

Forse perché questa è una storia che non fa rumore.
Fa miracoli. 

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Leggi anche: https://www.osservatoriomalattierare.it/i-tumori-rari/altri-tumori-rari/18711-tumori-rari-dentro-all-acceleratore-di-particelle-sviluppato-per-combatterli

Frana di Niscemi.

 

Frana Niscemi, indagati gli ultimi 4 presidenti della Regione siciliana: Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani.

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Era ora, finalmente!!! Speriamo che il colpevole paghi!

MARCO TRAVAGLIO - L’amico di famiglia - IFQ-16 aprile 2026

 

Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto, anche se l’ha ereditato dalla buonanima di Biden. L’interesse nazionale è comprare gas russo a basso costo e alleviare le bollette più care d’Europa (le nostre), spingendo per un compromesso Mosca-Kiev. Il che potrebbe servirle a far pace con Trump e recuperare consensi staccandosi dall’Ue più bellicista e facendo qualcosa di buono per l’Italia. Non sia mai. Ricevendo Zelensky, la Meloni s’è vantata perché “in quattro anni la posizione di Europa e Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev”. Un trionfo: l’Ucraina, già fallita nel 2021 (da tempo è il secondo Paese europeo più povero, ma anche il più armato), ha perso un quinto del territorio e 17 milioni di abitanti su 44 (quelli fuggiti in Europa e in Russia e quelli delle regioni occupate), e sopravvive grazie a 50 miliardi annui di prestiti del Fmi, più i 15-20 mensili necessari per continuare a combattere, quasi tutti a carico dell’Ue. Ma per la Meloni “è un dovere morale e una necessità strategica perché è in gioco la sicurezza dell’Europa”. Infatti, grazie ai 195 miliardi in armi e fondi a Kiev, alle sanzioni a Mosca e al sabotaggio ucraino ai gasdotti Nord Stream, l’Ue è alla canna del gas. E il peggio viene ora che, senza più Orbán, regaleremo altri 90 miliardi a Kiev.

Ma ecco il piazzista ucraino, con l’aria di quello che ci fa un favore: “Abbiamo sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, il ‘Drone Deal’, con la nostra esperienza militare su droni, missili, sistemi antiaerei e guerra elettronica. Proponiamo di unirla alle capacità dei nostri partner per sostenerci l’un l’altro”. Cioè: noi manteniamo il suo regime pagandogli tutto, anche i cessi d’oro, e quello ci offre gentilmente di ricomprargli gli armamenti che gli regaliamo e gli finanziamo (così efficaci che nell’ultimo anno Kiev ha perso 450 kmq). Intanto ce ne chiede altri. Anziché ridergli in faccia, la Meloni l’ha ringraziato per “metterci a disposizione la straordinaria esperienza di sicurezza maturata in questi anni, un valore aggiunto per gli alleati” e ha promesso di “aumentare l’interazione tra i nostri settori della difesa e le nostre industrie”. Avrebbe potuto chiedergli lumi sugli attacchi terroristici ucraini ai gasdotti nel Baltico e alle petroliere fantasma nel Mediterraneo, una delle quali vaga da settimane fra Italia e Libia minacciando un disastro ambientale mai visto. Ma pareva brutto. Rischiava di giocarsi anche l’ultimo amico rimasto.

Il Fatto Quotidiano
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Energia, Wave Star, la centrale che produce elettricità pulita delle onde del mare.

 

Incredibile il potenziale dell’energia del mare. Pensate, basterebbe lo 0,02% dell’energia prodotta dal mare per soddisfare il fabbisogno energetico di tutta la terra! Tra le rinnovabili oggi è forse la meno conosciuta, ma secondo le stime, questa preziosa risorsa, nei prossimi anni subirà una forte impennata. E l’Italia, con quasi 8.000 km di coste, potrebbe essere uno dei paesi leader per la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di queste nuove tecnologie marine. Cosa stiamo aspettando? Ah, dimenticavo. I nostri politici proprio non se la sentono di dare un dispiacere del genere ai loro amici delle lobby del Petrolio!

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DRONI, NON PANE.

 

Mentre gli italiani fanno i conti con bollette sempre più pesanti, stipendi fermi e un’inflazione che rosicchia anche il carrello della spesa, il governo decide che la priorità è un’altra: produrre DRONI insieme all’Ucraina.
Non per difendere il territorio nazionale, non per una strategia autonoma, ma per inserirsi sempre più profondamente dentro una guerra che NON È LA NOSTRA.

L’incontro tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky non porta a un tentativo di mediazione, non apre spiragli diplomatici, ma consolida una scelta precisa: rafforzare
la PRODUZIONE MILITARE.
Nel frattempo, il cosiddetto “war tour” europeo del leader ucraino serve a una cosa sola: garantire continuità alla guerra, non certo alla pace.

E poi c’è un dettaglio che dovrebbe far riflettere tutti:
la Russia ha reso pubblici nomi e indirizzi delle aziende coinvolte nella produzione di droni in Europa.
Questo significa una cosa molto semplice: quei luoghi diventano OBIETTIVI SENSIBILI.

Tradotto ancora più chiaramente: il rischio si sposta anche QUI.

Così, senza un vero dibattito pubblico, senza una discussione seria nel Paese, ci ritroviamo dentro la filiera bellica, esponendo territorio e imprese,
mentre continuiamo a raccontarci che tutto questo serve alla pace. Ma la verità è più lineare e meno rassicurante: stiamo NORMALIZZANDO LA GUERRA dentro casa nostra.

E allora la domanda è inevitabile: davvero questa è la priorità di un Paese che fatica ad arrivare a fine mese?

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Questa individua non ha ancora capito che governare un Paese significa provvedere al benessere dello stesso, non farsi bella agli occhi degli altri!
cetta.

martedì 14 aprile 2026

Cellule tumorali: un led blu per far luce sulla mitofagia, il processo di smaltimento rifiuti che le tiene in vita.

 

I ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma “Tor Vergata” hanno scoperto che l’uso di un led blu aiuta a studiare la mitofagìa, uno dei processi che mantengono in vita le cellule tumorali. La scoperta è stata pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica “Nature Communications”. Sensori biologici applicati alla cellule, capaci di ricevere impulsi di luce blu (la stessa che può essere utilizzata per illuminare un acquario tropicale), controllano l'avvio e l'arresto del processo di smaltimento rifiuti, la mitofagìa appunto, comportandosi come dei mini-interruttori. Tale processo  si attiva in tutte le cellule ma in modo più efficace nelle cellule tumorali. La luce blu è inoffensiva e ha effetti completamente reversibili, per questo l’utilizzo della nuova tecnica potrebbe rivelarsi molto utile nelle applicazioni terapeutiche.

La nuova tecnica a luce blu,messa a punto dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con l'Area di Onco-ematologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Società Danese per il Cancro di Copenhagen,  consente di studiare un processo cellulare al rallentatore. Il metodo è chiamato "optogenetica" e permette  di avviare e arrestare processi vitali all'interno delle cellule. «Un po’ quello che succede con la tecnica della moviola nel montaggio cinematografico, con la riproduzione rallentata di un filmato e la possibilità di arresto in corrispondenza di una singola immagine» - spiega Francesco Cecconi, Dipartimento di Biologia di Roma “Tor Vergata”, e responsabile della nuova ricerca. - Soltanto che in questo caso al posto degli attori, troviamo le proteine e i ricercatori hanno l'opportunità di vederle nel dettaglio ​​all'interno delle cellule». In origine l'optogenetica ha consentito di studiare flussi di ioni nei neuroni, associando la luce blu alla capacità di alcune proteine, specie di natura vegetale, di rispondervi istantaneamente.

Con questa nuova scoperta, i ricercatori di “Tor Vergata” hanno dimostrato che il metodo può essere utilizzato per studiare in che modo funziona il sistema di riciclaggio dei rifiuti delle cellule cancerogene.

«In condizioni di stress o in mancanza di nutrienti - prosegue Francesco Cecconi - le cellule dei nostri tessuti si vedono costrette ad ottimizzare l’uso delle proprie risorse energetiche per poter sopravvivere. Oltre a risparmiare energia, durante questo periodo la cellula cerca anche di recuperare nutrienti preziosi riciclando molte delle sue stesse componenti, attraverso un processo conosciuto come autofagìa». Quello che gli scienziati vogliono conoscere in dettaglio è come le cellule tumorali regolano lo smaltimento di una particolare forma di rifiuto al loro interno, ovvero i *mitocondri. Questi, che agiscono come impianti cellulari di produzione energetica, nel corso del tempo vanno incontro a un continuo logorio. La mitofagìa è una particolare forma di autofagia che consente lo smaltimento dei mitocondri logorati. Sebbene questo processo abbia luogo quotidianamente in tutte le nostre cellule, anche se a livelli molto modesti, nelle cellule tumorali la mitofagìa  funziona a ritmi serrati e si trasforma in un importante strumento bioenergetico consentendo così alle cellule tumorali di sopravvivere alle reazioni di difesa da parte del nostro organismo e di proliferare - afferma Cecconi -. Avere finalmente a disposizione gli strumenti per studiare ogni fase di questo processo con così tanta cura è davvero eccitante! Una maggiore conoscenza di come le cellule tumorali regolano il loro sistema di stoccaggio e riciclaggio dei rifiuti, fra cui i mitocondri logorati, in futuro potrebbe essere alla base di nuovi trattamenti».

Esistono già diversi metodi di laboratorio per avviare il processo di mitofagía nelle cellule, ma questi si basano su composti chimici molto aggressivi, in grado di innescare contemporaneamente molti altri processi nelle nostre cellule, ma soprattutto senza la possibilità di interromperli una volta avviati. «La luce blu è inoffensiva e ha effetti completamente reversibili, per questo l’utilizzo di questa nuova tecnica potrebbe rivelarsi molto utile nelle applicazioni terapeutiche», evidenzia Cecconi.

Il primo passo della nuova tecnica è consistito nell'utilizzare l'ingegneria genetica per applicare  una molecola fotosensibile - una sorta di sensore - alle proteine ​​che gli scienziati conoscono come  "iniziatori" della mitofagía, come ad esempio la proteina AMBRA1. «La parte sensibile alla luce si attiva quando le cellule sono illuminate con luce blu. Se ciò accade, la proteina AMBRA1 viene a sua volta indotta a generare una vescicola cellulare specifica, l'autofagosoma, che inghiotte i mitocondri e innesca la mitofagía. Questa tecnica ci consente di individuare le proteine ​​ attivate e quelle disattivate quando accendiamo o spegniamo la luce blu (anche per intervalli molto brevi di tempo). In questo modo possiamo apprendere quali proteine o quali loro modificazioni siano coinvolte nella regolazione della mitofagía. Oggi non sappiamo quasi nulla sulle fasi iniziali del processo di mitofagìa, ma siamo ottimisti sul fatto che i primi momenti  possano essere la chiave per capire come, attraverso trattamenti futuri, il processo possa essere attivato o interrotto», conclude Francesco Cecconi. Questa nuova tecnica apre, inoltre, un’ulteriore possibilità: manipolare la funzione dei linfociti - le cellule prodotte dal nostro sistema immunitario. I linfociti sono vitali per la difesa del nostro organismo contro il cancro. Utilizzare  la tecnica a luce blu per prelevare da pazienti oncologici i linfociti, che vengono poi modificati e re-introdotti nel paziente,  potrebbe costituire un trattamento nuovo ed efficace per una varietà di tumori, incluse le leucemie.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Mitocondrio

“Reversible induction of mitophagy by an optogenetic bimodular system” Nature Communications 10, (2019) 

https://web.uniroma2.it/contenuto/cellule_tumorali___un_led_blu_per_far_luce_sulla_mitofagia__il_processo_di_smaltimento_rifiuti_che_le_tiene_in_vita#:~:text=I%20ricercatori%20del%20Dipartimento%20di,rivista%20scientifica%20%E2%80%9CNature%20Communications%E2%80%9D.

sabato 11 aprile 2026

La furbizia ha connotazione negativa.





Chi si appropria di pensieri o cose altrui, attribuendoli a se stesso, si sente furbo, ma non si rende conto di aver dimostrato di essere inferiore a chi ha rubato qualcosa, mettendo in evidenza le proprie carenze, le proprie deficienze, e di essere, pertanto, una nullità priva di personalità, di essere, in realtà, un fallimento, poichè la furbizia sottovaluta l'intelligenza.

E' intelligente, infatti, solo chi costruisce e si costruisce da se e non ha bisogno degli altri per mettersi in evidenza.

La furbizia ha connotazione negativa.

cetta.

venerdì 10 aprile 2026

LA RESA DI TRUMP FIRMATA DALLA CINA, CHE HA SPINTO L'IRAN A RIAPRIRE HORMUZ - Giorgio Cattaneo

 

Centomila soldati cinesi pronti all'impiego, fuori dai confini nazionali per la prima volta nella storia, nel caso in cui Teheran fosse stata davvero in pericolo.
Poi i ceceni del reggimento Achmat, agli ordini di Putin, già schierati lungo il confine afghano e motivati a loro volta a intervenire dalla parte degli iraniani.
Senza contare vari sommergibili russi, dotati di missili ipersonici, appena dislocati a poche miglia da Hormuz. Queste, secondo il generale Cesare Dorliguzzo, intervistato da Francesco Toscano su Visione TV, sono le “solide ragioni” che avrebbero spinto Donald Trump all'ingloriosa ritirata dal teatro bellico iraniano, dopo aver fallito tutti gli obiettivi. Tranne forse uno: la colossale distrazione di massa.
Quest'ultima è la tesi dell'avvocato Alessandro Fusillo, già strenuo difensore dei cittadini italiani durante la psico-pandemia:
«Gli Usa, che sono un regime sanguinario e genocida, con la missione Artemis sono pronti a inventarsi persino un secondo finto sbarco sulla Luna».
Per Fusillo, interpellato da Fabio Frabetti su Border Nights, la stessa devastante guerra di aggressione contro Teheran, assolutamente criminale e banditesca, sarebbe stata scatenata come gigantesco diversivo politico-mediatico «vista la gravità del quadro emerso dagli Epstein Files», che dipingono Trump come un docile burattino di Israele, completamente compromesso dal Deep State sionista.
Più articolata l'analisi che l'esperto statunitense Scott Ritter, già ispettore Onu per il nucleare, fornisce al popolare video-blogger Judge Andrew Napolitano: se a far capitolare gli Usa è stata l'inattesa resistenza dell'Iran, a regalare al disperato Trump una via d'uscita, finalmente, è stata la Cina, che ha convinto gli iraniani a fermarsi, riaprendo lo Stretto di Hormuz (vitale per l'economia di Pechino).
Per Ritter, ormai giganteggia la statura mondiale di Xi Jinping: attraverso il Pakistan e con l'avallo dei russi, il leader cinese ha di fatto sbloccato una crisi energetica drammatica, che stava iniziando a paralizzare il mondo. Crisi innescata dalla folle aggressione israelo-statunitense: l'attacco a tradimento contro l'Iran era scattato senza che vi fosse un vero allarme e
per giunta a negoziati in corso.
Vista l'impossibilità di piegare Teheran,
non restava che il terrorismo: bombardamenti a tappeto sulle città e, magari, il ricorso all'arma atomica.
Clamorosamente, l'ex trumpiano di ferro Tucker Carlson è arrivato a invitare i generali americani a disobbedire agli ordini. Per la verità, sia il Pentagono che la Cia avevano tentato di dissuadere la Casa Bianca dall'attaccare l'Iran, avvertendo che sarebbe stato impossibile batterlo. Sicuramente, dice Ritter, gli alti comandi hanno opposto resistenza anche a campagna in corso.
Pesantissimo, poi, il fallimento della catastrofica missione per impossessarsi dell'uranio iraniano: mascherata da recupero del pilota di un caccia abbattuto, l'operazione –
che avrebbe coinvolto oltre 150 velivoli – è stata annullata dalla prontezza della difesa iraniana.
«Gli Usa hanno fallito tutti gli obiettivi e non hanno acquisito alcun risultato, né politico né militare», sintetizza Ritter: «Il governo iraniano non è cambiato e il suo nucleare (civile) non è stato toccato». Idem il vasto arsenale dei missili balistici, che hanno raso al suolo tutte le basi Usa nel Golfo Persico.
Le portaerei? Tenute lontanissime dai missili iraniani. Impensabile poi uno sbarco dei marines: sarebbe stato un suicidio.
Tuttora, lo Stretto di Hormuz resta sotto il pieno controllo di Teheran. «Per gli Stati Uniti, questa è una sconfitta schiacciante. È anche l'inizio di un declino ormai vistoso. Per Trump, significa il quasi sicuro disastro alle imminenti elezioni di medio termine, a prescindere dalle esilaranti storielle che si inventerà, per tentare di raccontare che il vincitore sarebbe lui».
A pesare è la fortissima delegittimazione della Casa Bianca:
il presidente è stato abbandonato dai trumpiani della prima ora, quelli del movimento Maga, delusi e traditi dalla censura imposta agli Epstein Files. Un super-trumpiano come Joe Kent, capo dell'antiterrorismo, si è dimesso in modo rumoroso: accusa il presidente di aver aggredito l'Iran senza motivo, solo per assecondare Netanyahu.
Francesco Toscano è fra quanti si domandano se Trump, oltre a essere “compromesso” e forse ricattato, non sia anche spaventato:
«È stato verosimilmente il Mossad a uccidergli sotto il naso un fedelissimo come Charlie Kirk, leader dei giovani Maga: si era permesso di accusare Netanyahu di tacita complicità nella strage del 7 Ottobre».